La magnetoterapia aiuta ad aggiustare le ossa

Il trattamento che sfrutta gli effetti dei campi magnetici serve soprattutto in caso di fratture che faticano a rinsaldarsi. Ma è utile anche per osteoporosi, dolore cronico e ferite

Grati-Medico200

I campi magnetici sono noti fin dal tempo degli Egizi, ma il loro utilizzo nella medicina occidentale risale agli anni ’70. Da allora, la magnetoterapia si è diffusa velocemente e oggi è disponibile in quasi tutti gli ambulatori di riabilitazione italiani. La magnetoterapia è una forma di terapia fisica che utilizza le onde elettromagnetiche a bassa frequenza e intensità, tali da non provocare un aumento di calore corporeo. Non va confusa con altri tipi di terapie strumentali, come tecarterapia, laserterapia o Tens. «Le onde agiscono a livello dei tessuti, mobilizzando gli ioni positivi e negativi presenti nel corpo», spiega Raffaele Gimigliano, professore ordinario di medicina fisica e riabilitativa alla Seconda Università degli Studi di Napoli. «In questo modo vengono accelerati i processi di scambio ionico a livello della membrana cellulare e viene stimolato il metabolismo».

PRINCIPALI APPLICAZIONI. I benefici della magnetoterapia? Navigando in Internet si direbbe che questo trattamento sia una panacea: svariati siti promettono miracoli per ogni tipo di male, dall’asma al mal di testa, dalla prostatite all’allergia, dall’insonnia allo stress. «In realtà la magnetoterapia è un trattamento consolidato solo per alcune patologie», interviene Vincenzo Saraceni, professore ordinario e direttore della scuola di specializzazione in medicina fisica e riabilitazione all’Università La Sapienza di Roma. «Ci sono numerosi scientifici a sostegno, in particolare, della utilizzazione dei campi magnetici nella patologia dell’osso, soprattutto quando, a seguito di fratture, c’è un ritardo nella formazione del callo osseo. Dal momento che la terapia non genera calore può essere utilizzata anche in presenza di sintesi metalliche interne, come protesi all’anca o al ginocchio». La capacità delle onde elettromagnetiche di intervenire sui tessuti biologici può essere sfruttata anche per l’osteoporosi, per lenire il dolore (da traumi, post-operatorio o cronico, come quello legato all’artrosi), per il riassorbimento degli edemi e per accelerare i processi di cicatrizzazione delle ferite.

COME SI FA. La magnetoterapia può essere effettuata negli ambulatori e nei reparti di riabilitazione dei principali ospedali italiani, negli ambulatori privati oppure direttamente dal paziente a domicilio. «In ogni caso la magnetoterapia va sempre prescritta dal proprio medico di base o da uno specialista in riabilitazione», sottolinea Gimigliano. L’apparecchio eroga la terapia tramite un generatore del campo magnetico contenuto nella parete di un cilindro dove viene collocata la parte da trattare (colonna cervicale, dorsale o lombare, spalle, anche, ginocchia, piedi): la seduta dura generalmente 30 minuti e il ciclo terapeutico, con applicazioni di solito quotidiane, può durare da un minimo di due settimane fino a cinque-sei mesi (nei ritardi di consolidazione delle fratture) e in base alle indicazioni del medico. Gli apparecchi per la magnetoterapia da fare a casa si trovano in alcune farmacie e nei negozi di elettromedicali. I prezzi partono da 300 euro, mentre per il noleggio bastano 5-8 euro al giorno. Le apparecchiature non sono rumorose, quindi possono essere utilizzate anche durante la notte.

EFFETTI COLLATERALI. La magnetoterapia è indolore. «In alcuni casi, soprattutto nel corso delle prime sedute, si possono verificare alcuni effetti collaterali quali nervosismo, insonnia, vertigini o riacutizzazione transitoria del dolore che, di regola, scompaiono nel corso della cura e che, se persistenti, vanno segnalati al medico curante», spiega Caterina Sottini, direttore dell’unità operativa di riabilitazione specialistica degli Spedali Civili di Brescia.

CONTROINDICAZIONI. La magnetoterapia ha alcune controindicazioni: non può essere fatta in gravidanza ed è vietata ai soggetti in età evolutiva perché è necessario che lo scheletro abbia completato la sua fase di sviluppo. È controindicata anche in caso di infezioni, di patologie tumorali in atto o pregresse e per i portatori di pace-maker, perché le onde magnetiche potrebbero interferire con il corretto funzionamento dell’apparecchio cardiaco.

Lucia Panagini – OK Salute e benessere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*