Materasso e mal di schiena

Mal di schiena? Ora la scienza dice basta al materasso “ortopedico”

 

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Per anni gli ortopedici hanno consigliato a chi soffriva di mal di schiena di dormire su materassi duri come tavole, senza però avere a disposizione grandi prove scientifiche sulla bontà di questo consiglio. Una ricerca clinica condotta in Spagna e pubblicata nel novembre 2003 sulla prestigiosa rivista medica “The Lancet”* ha smontato una volta per tutte la vecchia e dannosa teoria del materasso “ortopedico” e ha dimostrato che il materasso ideale contro il mal di schiena è uno di media durezza, meglio ancora se capace di adattarsi al corpo.Dolori alla schiena e materasso La ricerca, condotta in Spagna da Francisco Kovacs della Kovacs Foundation di Palma de Mallorca, ha coinvolto 313 persone con mal di schiena cronico e aspecifico, cioè non riconducibile a cause note o ad altre patologie, che hanno dormito su vari tipi di materasso, senza sapere quali. Le persone cui è capitato quello di rigidità media hanno dichiarato con frequenza doppia di stare meglio e addirittura di prendere meno antidolorifici, rispetto a chi ha dormito sul classico materasso duro.
Questo è stato confermato dallo studio più recente condotto presso l’Oklahoma State University** (Usa), dai Dottori Bred Jacobson, Tia Fallace e Hugh Gemmell, pubblicato nel 2006 sul Journal of Chiropractic Medicine che ha inoltre dimostrato come dormire su un materasso nuovo rispetto ad uno vecchio di almeno 5 anni, migliora la qualità del sonno del 62% e riduce del 55.3% il mal di schiena.
Anche i chiropratici da tempo sconsigliano i materassi troppo rigidi: meglio un tipo un po’ più morbido, perché si adatta meglio alle curvature naturali della colonna vertebrale e consente una distribuzione uniforme dei pesi delle varie zone del corpo. Certo, materassi con queste caratteristiche costano un po’ di più, ma è bene ricordare che sul materasso passiamo circa un terzo della nostra vita, quindi non è utopia pensare che questo deve essere il nostro investimento più importante.

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RADIOFREQUENZA RIMODELLAMENTO RINGIOVANIMENTO VISO-CORPO

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La radiofrequenza è un apparecchio elettromedicale specifico per il rimodellamento e il ringiovanimento di viso e corpo: l’alternativa non invasiva agli interventi di chirurgia estetica. Sfruttando il meccanismo della radiofrequenza, è in grado di trattare efficacemente diverse problematiche – quali il rilassamento cutaneo diffuso, la ptosi delle braccia o dell’interno coscia, l’adipe localizzato, la cellulite edematosa e fibrosa ma non solo. La radiofrequenza, grazie al suo effetto anti-aging e bio-rivitalizzante, spiana le rughe rendendo la pelle di viso, collo e decolleté più compatta, distesa e luminosa sin dalle prime sedute.

 

COME FUNZIONA

 

La radiofrequenza si basa su un principio fisico ben preciso, la diatermia, secondo cui l’energia erogata dall’appartato viene trasformata all’interno delle pelle in calore e conseguentemente assorbita dal tessuto. E’ dotata di diversi manipoli che veicolano l’energia prodotta da un generatore di corrente elettrica alternata ad alta frequenza. Il manipolo bipolare è specifico per il trattamento di viso, collo e décolleté, mentre quello monopolare è ideale per trattare zone più ampie. Il calore risultante si trasferisce agli strati sottocutanei, sviluppando un riscaldamento controllato senza diffusione alle zone circostanti: la temperatura viene, quindi, innalzata solo a livello del derma, senza interessare l’epidermide.

 

I RISULTATI

 

La radiofrequenzaa seconda della zona che si desidera trattare, è in grado di produrre effetti che concorrono a creare un risultato complessivo di miglioramento qualitativo e di rimodellamento totale della cute. Gli effetti derivanti  sono:

  • stimolazione della produzione di collagene, a cui consegue una riduzione della lassità cutanea ed un aumento dell’elasticità dei tessuti;
  • iperemia: un aumento del flusso sanguigno a livello locale, che comporta un apporto qualitativo maggiore di ossigeno e materiali nutritizi verso la zona trattata;
  • drenaggio dei liquidiche favorisce l’eliminazione di sostanze di rifiuto accumulate (tossine) ed un riassorbimento dell’edema locale;
  • riduzione della produzione di seboche attraverso un’azione lenitiva, innesca un processo di riparazione cutanea;
  • azione lipolitica che permette una corretta ripartizione del tessuto fibroso con una marcata riduzione dei caratteristici noduli dovuti alla cellulite.

La radiofrequenza permette di trattare differenti tipologie di inestetismi di viso, collo, décolleté, ma che del corpo. È infatti indicata per il ringiovanimento e rimodellamento di tutte le aree che presentano rilassamento cutaneo diffuso come braccia, interno coscia, rughe più o meno profonde, cellulite edematosa e fibrosa.

 

AZIONE SUL VISO

 

Per il trattamento di viso, collo e décolleté è previsto l’utilizzo del manipolo bipolare. Il derma tra i due elettrodi, in diretto allineamento con il percorso della radiofrequenza, riceve un flusso di cariche elettriche che generano un riscaldamento in corrispondenza dei tessuti sottocutanei. A livello del derma, provoca una contrazione istantanea delle fibre di collagene di sostegno presenti, che sulla pelle si traduce in un’azione di compattezza e distensione (effetto “lifting”), visibile già al termine dell’applicazione. Nel periodo successivo, l’azione termica si riflette sui fibroblasti, stimolandoli nella produzione di nuovo collagene, elastina e acido ialuronico, là dove il processo di rinnovamento cellulare risulta rallentato o cessato a causa dell’invecchiamento. Il tutto va ad alimentare un meccanismo di rivitalizzazione che si traduce in un aumento della luminosità, del turgore e della densità dermica.

 

AZIONE SUL CORPO

 

Per il trattamento del corpo è previsto l’utilizzo del manipolo monopolare, costituito da un unico elettrodo, associato ad una piastra di scarico. Le cariche elettriche rilasciate attraversano lo spessore del tessuto da trattare inducendo un riscaldamento controllato. Il calore provoca l’aumento del metabolismo cellulare e la stimolazione del microcircolo sanguigno e linfatico, migliorando la funzionalità, la consistenza e l’aspetto generale della cute trattata.

 

PROTOCOLLO

 

Dopo aver applicato il gel conduttore sulla zona da trattare, si procede facendo scorrere in maniera continua il manipolo sulla cute, effettuando movimenti diretti dal basso verso l’alto e/o circolari, che seguono le direzioni dei fasci muscolari sottostanti.

 

I VANTAGGI

 

Questa tecnologia permette di lavorare in sicurezza grazie alla sua caratteristica di non invasività, che rende il trattamento:

  • piacevole e indolore, infondendo al massimo una sensazione di calore piacevole
  • senza reazioni indesiderate di tipo allergologico
  • senza incompatibilità di tipo farmacologico
  • senza possibili complicazioni come infezioni, cicatrici, ematomi
  • naturale nel risultato

Il trattamento può essere effettuato su tutti i fototipi e in qualsiasi periodo dell’anno. La radiofrequenza non comporta un tempo di recupero post trattamento, per cui terminata la seduta è possibile tornare subito alle proprie attività quotidiane. Possono ricorrere alla radiofrequenza soggetti appartenenti a qualsiasi fascia di età. L’applicazione nel complesso offre vantaggi progressivi ed evidenti nell’immediato, ma gli esiti principali della tecnica saranno visibili soprattutto nel periodo successivo: i tessuti risulteranno sempre più tonici e la pelle acquisterà maggiore spessore e consistenza man mano che il trattamento prenderà corpo.

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DURATA TRATTAMENTO

Il trattamento può avere una durata variabile a seconda del tipo di applicazione scelto e della zona da trattare, nel complesso però risulterà abbastanza veloce:

  • per il viso si svolge in un arco di tempo di 20 minuti
  • per il corpo può oscillare da un minimo di 30 ad un massimo di 50 minuti in base al numero delle zone.

Sin dalla prima seduta, i tessuti risultano più tonici e le piccole rughe di espressione attenuate: la pelle mostrerà un aspetto più giovane e sano.

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Come pulire il materasso: 7 idee per mantenerlo sempre pulito

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Ti sei mai chiesto come pulire il materasso a casa in maniera semplice e veloce dalle macchie che con il tempo possono accumularsi? Ecco 7 semplici consigli e trucchi per mantenerlo ogni giorni pulito come se fosse nuovo.

Con il passare del tempo ogni buon materasso può andare incontro a piccoli incidenti quotidiani che possono creare delle macchie permanenti: il caffè che si versa sulle lenzuola, piccole macchie di sangue. Per non parlare dei materassi e delle lenzuola per bambini: pappe, creme e le temutissime macchie di pipì…. In questa semplice guida ti spieghiamocome pulire il materasso dalle macchie più ostinate senza ricorrere a detergenti chimici troppo aggressivi.


1- Disinfettare il materasso con il bicarbonato

Il bicarbonato di sodio è un ottimo agente disinfettante che può essere usato una o due volte al mese. Ti consigliamo di provare a pulire il materasso con il bicarbonato. E’ molto semplice ed sufficiente:

  • spazzolare il materasso in maniera accurata così da eliminare pelucchi o altri residui solidi.
  • versare un piccolo strato di bicarbonato su tutto il materasso in maniera uniforme
  • lasciare agire circa 1 ora
  • ripulire in maniera accurata attraverso un normale aspirapolvere

2- Come pulire il materasso dagli acari: prevenzione e igiene

Gli acari della polvere sono uno dei maggiori responsabili di allergie e difficoltà respiratorie di una buona percentuale della popolazione. Proliferano in ambienti con un’elevato tasso di umidità, indipendentemente dalle condizioni igieniche. Per pulire il materasso dagli acari consigliamo è fondamentale una buona prevenzione e una costante manutenzione. Almeno una volta a settimana ti consigliamo di:

  • cambiare lenzuola e far arieggiare coperte e piumoni
  • rimuovere fodere varie lasciando completamente scoperto il materasso
  • tenere aperte tutte le finestre della camera, possibilmente esponendo il materasso alla possibile corrente d’aria che si genera
  • fare attenzione a non esporre il materasso al sole. Le macchie sul materasso che potrebbero crearsi o le eventuali deformazioni dovute alla temperatura eccessiva potrebbero essere irreversibili.

3- Come pulire il materasso dal sangue

E’ generalmente tra le macchie più difficili da eliminare. Se il sangue è ancora frescopossiamo mettere in un normale erogatore spray una miscela di acqua fredda e sale. Attenzione a non pulire il materasso con acqua calda in questo caso: la macchia si fisserebbe e non riusciremmo più a detergerla. Per evitare che la macchia si espanda non strofiniamo: ma asciughiamo semplicemente tamponando con un panno asciutto. Ripetiamo l’operazione se necessario.

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Per pulire il materasso dal sangue secco, dobbiamo necessariamente agire in maniera più aggressiva. E’ sufficiente una soluzione fatta da:

  • 2 cucchiai di amido di mais, un cucchiaio di sale, 3 cucchiai di perossido di idrogeno, che puoi acquistare in qualsiasi ferramenta.
  • Versiamo con un cucchiaino questo composto direttamente sulla macchia e lasciamo che si asciughi completamente.
  • Rimuoviamo tutto prima con il cucchiaino e poi con l’aspirapolvere. In questo modo possiamo pulire il materasso anche dalle incrostazioni più difficili da eliminare. Ma attenzione: il perossido di idrogeno è un composto aggressivo. Usiamolo con molta cautela per non danneggiare il materasso.

4- Come pulire il materasso dalla pipì

Le macchi di pipì sono frequenti soprattutto nei materassi usati dai bambini ed è un problema ben conosciuto anche da chi ha animali domestici.Per pulire il materasso sporco di urinapossiamo provare con il metodo del bicarbonato visto sopra, oppure con l’acido borico, che puoi acquistare al supermercato o in farmacia. E’ un ottimo antisettico che dovrebbe rimuovere l’odore e risolvere il problema.

  • Coprire la macchia completamente con l’acido borico. Se è già secca prima provvediamo ad inumidirla con un panno. Attenzione a non bagnarla troppo altrimenti la macchia rischia di espandersi.
  • Strofiniamo sulla macchia con uno straccio asciutto in maniera delicata verso l’interno, cercando di non allargarla.
  • Mettere il materasso in posizione ben ventilata e lasciare asciugare bene. Ripetere tutto se necessario.

Questo metodo si rivela efficace anche per pulire il materasso dalla pipì di gatto o di cane.

5- Come pulire il materasso dal vomito

Soprattutto se il vomito si è seccato è necessario inumidire la macchia prima di qualsiasi trattamento. E’ possibile pulire il materasso con il folletto: l’alta temperatura e l’umidità, se dispone della modalità vaporetto, aiutano soprattutto a contrastare il cattivo odore che generalmente emana questa macchia.

Chi non possiede il vaporetto può provare in balcone o terrazza a pulire il materasso con l’ammoniaca e l’acqua, oppure se il danno non è così grave con acqua calda e sapone. E’ sufficiente strofinare il materasso delicatamente, per non rovinare il tessuto, e lasciare asciugare ripetendo l’operazione fino a quando non si ottiene un buon risultato.

6- Come pulire il materasso in lattice

L’abbiamo pagato tanto ed ora l’abbiamo macchiato? Dobbiamo veramente già cambiarlo anche se è quasi nuovo? No, per pulire il materasso in lattice basta una soluzione composta da acqua e qualche goccia di limone.

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E’ una pulizia che si può fare anche un paio di volte al mese, ecco il procedimento:

  • bagnare un panno naturale con acqua e poche gocce di limone
  • strizzare accuratamente lo straccio, il materasso in lattice non deve entrare mai in contatto con un’eccessiva quantità di acqua.
  • Lasciare asciugare il materasso per almeno 8 ore prima di rimettere fodere e lenzuola varie.

7- E se non riesco a pulire il materasso?

Se tutti i procedimenti che abbiamo sino ad ora illustrato non sono serviti perché le macchie erano troppo ben radicate e non più trattabili, l’unica soluzione è sostituire il materasso. Consigliamo infatti sempre di dormire su un prodotto pulito e igienicamente trattato. Se non sei riuscito a pulire il materasso dalla muffa, ad esempio, puoi andare incontro a problemi ben più gravi come le cimici da letto.

Meglio allora sostituire il materasso con uno nuovo. Trovi online molti materassi in offerta, non c’è bisogno di svenarsi. Ovviamente fai sempre attenzione alla qualità del prodotto. Noi di materassiinmemory.lombardia.it ti consigliamo i  nostri prodotti  hai una garanzia di 12 anni e i prezzi sono davvero più che convenienti. Trovi tutti i prodotti nel catalogo delle offerte di materassiinmemory.lombardia.it.

Sonno

IL SONNO “Momentaneo stato di incoscienza”

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I ritmi di sonno e veglia, meglio noti come ritmi circadiani, sono caratterizzati da specifici processi fisiologici, pertanto è bene che i tempi di riposo e veglia vengano egualmente rispettati. sonnoDurante la fase di “sonno” si ha una transitoria perdita di coscienza ed una parziale riduzione di diverse funzioni biologiche; in questa fase, per esempio, si riduce la produzione degli ormoni corticoidi ed adrenergici, viceversa aumenta la secrezione dei fattori di crescita. La qualità del sonno determina, inoltre, la qualità della vita diurna.
Diversi studi clinici sono stati effettuati per analizzare il sonno da un punto di vista fisiologico, grazie anche all’ausilio di elettroencefalografie, elettrooculografie ed elettromiografie. Da tali studi è emerso che il sonno non è costante, ma costituito da cicli, ciascuno dei quali consta di una fase NREM, ovvero “sonno ortodosso”, ed una fase REM, ovvero “sonno paradosso” poiché sono stati osservati movimenti della pupilla; in quest’ultima fase, che genericamente si verifica 4/5 volte durante la notte, si hanno i sogni.
Più in particolare, gli stadi del sonno sono:

Stadio 1: NREM, rappresenta l’addormentamento, nel quale l’attività cerebrale rallenta;
Stadio 2: NREM, fase di sonno leggero, in cui le onde cerebrali sono simili a quelle visibili in fase di veglia;
Stadio 3: NREM, fase di sonno profondo caratterizzato da onde cerebrali molto lente ed ampie;
Stadio 4: NREM, fase di sonno profondo in cui l’organismo si rigenera, ripristinando le riserve metaboliche;
Stadio 5: REM, in questo stadio le onde cerebrali evidenziano il movimento oculare.

La durata di ciascuno stadio varia da individuo ad individuo, in base a fattori diversificati anche ambientali.
Da tale analisi diremo che il sonno non è un evento passivo, bensì il tempo/momento impiegato dall’organismo umano per catalogare tutti gli avvenimenti utili della giornata e cancellare ciò che è ritenuto inutile. In queste fasi viene comunque sempre mantenuto lo stato di vigilanza, che permette all’individuo di reagire a stimoli sensoriali di pericolo; la corretta elaborazione degli eventi diurni trascorsi consente al soggetto di affrontare il nuovo giorno senza ansie e depressione.
L’insonnia è una patologia che non consente al malato di dormire per un numero di ore sufficiente a garantire gli equilibri circadiani; generalmente l’insonnia è caratterizzata da difficoltà nell’addormentamento, ripetuti risvegli notturni e brevissimi periodi di sonno.
L’insonnia può distinguersi in:
occasionale: ovvero può capitare di tanto in tanto, in tal caso non è necessario un intervento farmacologico;
transitoria: quando persiste almeno per alcune settimane, in genere dovuta a patologie collaterali o a forti stati emozionali;
cronica: quando perdura per più di un mese; in tal caso si tratta di una vera e propria patologia da trattare con farmaci adeguati.
Le cause dell’insonnia possono essere diverse: disturbi fisici o psichici, l’uso di farmaci che hanno come effetto collaterale l’insonnia, l’uso di sostanze stupefacenti e d’abuso.
Esiste anche un quarto tipo di insonnia, detta “non organica” o primaria, le cui cause non sono conosciute. Il trattamento dell’insonnia comprende:
La prevenzione non farmacologica: ovvero giusti e ragionevoli orari per andare a dormire, cene leggere, non fare intense attività fisiche prima dell’addormentamento e ricreare buio e silenzio.
La psicoterapia con training autoogeni e tecniche di rilassamento.
La terapia farmacologica con farmaci ipnotico-sedativi.

 

ECCO QUANTE ORE DORMIRE AD OGNI ETA.

ECCO QUANTE ORE DORMIRE AD OGNI ETA’. LA TABELLA

Quante ore dormite per notte? Sono sufficienti per la vostra età? Forse pensate di non riuscire a riposare abbastanza durante la notte, soffrite di insonnia o vi svegliate già stanchi. Ora gli esperti ci indicano per quante ore dovremmo dormire ogni notte in base alla nostra età.

Le nuove raccomandazioni sul numero di ore di sonno arrivano dalla National Sleep Foundation degli Stati Uniti. Le indicazioni arrivano dopo due anni di approfondimenti da parte degli esperti, in collaborazione con l’American Geriatrics Society e con l’American Academy of Pediatrics.

Gli esperti hanno analizzato 300 studi dedicati al sonno e hanno tratto le proprie conclusioni, dopo un lungo lavoro, per quanto riguarda il numero di ore di riposo da consigliare ad ogni età. Per ogni fascia di età non si dovrebbe mai superare il limite massimo stabilito.

Da 0 a 3 mesi: la durata ideale del sonno va dalle 14 alle 17 ore

Da 4 a 11 mesi: le ore di sonno raccomandate sono 12-15, ma il range è più ampio, 10-18

Da 1 a 2 anni: dormire 11-14 ore al giorno, il range da mantenere è entro le 9-16 ore

Da 3 a 5 anni: dormire da 10 a 13 ore, non più di 14 ore e non meno di 8

Da 6 a 13 anni: dormire da 9 a 11 ore, comunque non meno di 7 e non più di 12

Da 14 a 17 anni: dormire da 8 a 10 ore, non più di 11 e non meno di 7

Dai 18 ai 25 anni: dormire da 7 a 9 ore, non meno di 6 e non più di 11

Dai 26 ai 64 anni: dormire da 7 a 9 ore, non meno di 6 e non più di 10

Dai 65 anni in poi: dormire 7 o 8 ore, non meno di 5 e non più di 9

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Russare: fastidio e pericolo per la salute

 

 

 

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Russare è molto più di un fastidio notturno che impedisce di conciliare il sonno. Se anche il vostro partner russa, è possibile che non sappiate cosa fare, quale rimedio suggerirgli o come fargli smettere di emettere quel fastidioso rumore che non vi fa dormire.

Si parla spesso del russare come di una caratteristica maschile, ma sapevate che l’apnea del sonno è frequente anche tra le donne? È una realtà molto comune e allo stesso tempo pericolosa. Non bisogna trascurarla.

Molte donne vanno a letto angosciate perché hanno paura di infastidire il partner, consapevoli che l’apnea notturna ha come conseguenze l’impossibilità di riposare correttamente, l’irritabilità e il mal di testa mattutino. Cosa potete fare per liberarvi di questo fastidioso disturbo del sonno?

Russare nella vita quotidiana

Almeno il 20% della popolazione russa durante la notte. E, come sapete, è anche motivo di litigio tra le coppie, soprattutto se uno dei due non lo ammette o, pur sapendolo, evita di dare eccessiva importanza a un problema che considera un semplice fastidio notturno.

Chi russa sonoramente e lo fa tutte le notti, si alza stanco, ma non è tutto: manifesta spesso mal di testa, malessere fisico, irritabilità, stress, aumento della pressione arteriosa. Queste sono tutte realtà che possono sfociare in malattie molto più gravi se non si cerca aiuto, perché bisogna capire che russare non è una cosa normale che fanno tutti.

Quali sono le cause del russare?

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  • Russare è segno di qualcosa che sta accadendo all’interno del nostro corpo. Quando russiamo, perdiamo una certa quantità di energia e questo si ripercuote sulla nostra vita quotidiana. Di fatto, molti medici definiscono questo disturbo come “febbre interiore”, cioè lo considerano un indicatore di salute.
  • Questo disturbo è dovuto ad un restringimento delle vie respiratorie verso i polmoni, in seguito al quale entra meno ossigeno e l’organismo va in ipossia. Poiché non entra aria sufficiente, si produce una vibrazione, responsabile del fastidioso rumore.  Se, in qualsiasi momento, smettesse di entrare aria, l’organismo “smetterebbe di respirare” per un breve periodo di tempo. Questo fenomeno è conosciuto come “apnea del sonno”.
  • Generalmente, le cause del russare si riducono principalmente all’apnea del sonno. Tuttavia, tra i fattori scatenanti, ricordiamo anche la presenza di polipi, l’anatomia del setto nasale o del palato oppure la presenza di allergie. Se russare è un’abitudine costante per voi, allora rivolgetevi al vostro medico per una diagnosi accurata.
  • L’apnea notturna non è un disturbo qualsiasi. Bisogna tenere presente che i polmoni smettono di ricevere ossigeno e che il cervello deve ordinare ai muscoli respiratori di fare uno sforzo maggiore per ottenere aria, da qui il russare sonoro ed improvviso. Se a lungo andare l’apnea del sonno diventa cronica, potrebbe provocare ipertensione, insufficienza cardiaca, diabete di tipo 2 e anche aumentare il rischio di infarti cerebrali e ictus. Non dimenticate che il corpo, il cervello e il cuore smettono di ricevere ossigeno per alcuni secondi: è una cosa grave.

Consigli per ridurre il russare notturno

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In primo luogo, c’è da chiarire un aspetto: russare è sintomo di qualcosa che non va.Non è la stessa cosa russare per una settimana a causa del raffreddore o di un’allergia e russare sempre, sia di notte, sia dopo pranzo, durante il riposino.

Consultate sempre il vostro medico se voi o il vostro partner russate da tempo. Se vi viene diagnosticata l’apnea del sonno, è necessario che seguiate scrupolosamente le indicazioni mediche che vi verranno prescritte.

A questo punto, anche se russate occasionalmente e non fate troppo rumore, non vi farà male seguire questi semplici consigli. Prendete nota:

  • Tenete il peso sotto controllo, perché l’obesità è tra le cause del russare notturno.
  • Se siete fumatori, abbandonate subito questo vizio. L’ostruzione delle vie respiratorie può essere una conseguenza del fumo, responsabile anche della tosse e del malessere.
  • Dormite sempre di fianco. Una semplice tecnica per abituarsi a questa posizione consiste nel mettere, o cucire, una pallina da tennis sulla parte posteriore del pigiama. In questo modo, quando vi metterete a pancia in su, avvertirete il fastidio della pallina da tennis e vi sistemerete di fianco.
  • Cercate di rispettare degli orari per quanto riguarda l’alimentazione e il momento di andare a letto. La routine fa bene alla salute dell’organismo.
  • Mantenete il vostro corpo idratato durante tutto l’arco della giornata. Bevete acqua in abbondanza e utilizzate soluzioni fisiologiche per decongestionare il naso qualora fosse necessario. Le mucose nasali non saranno così secche e non russerete.
  • Cambiate regolarmente la federa del cuscino. A volte, l’accumulo di acari può scatenare allergie o seccare le vie respiratorie. Vale la pena tenerlo presente.
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10 curiosità sul sonno che dovreste conoscere

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Come dormite di solito? Il vostro è un sonno profondo e ristoratore oppure siete tra quelle persone che si svegliano molte volte durante la notte? Senza ombra di dubbio, l’insonnia è la peggior maledizione che si possa soffrire di notte. Una condizione che, se diventa cronica, può comportare problemi di salute piuttosto seri.

In questo articolo vogliamo svelarvi 10 interessanti aspetti che riguardano il sonno.Non dimenticate che la mancanza di un sonno continuativo è un problema da trattare accuratamente.

Non limitatevi ad assumere i classici sonniferi o benzodiazepine perché, spesso, basta apportare semplici cambiamenti per quanto riguarda le proprie abitudini di vita o alimentari per ottenere risultati eccellenti.

1. La mancanza di sonno provoca un aumento di peso

 

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Uno studio recente pubblicato sulla rivista Endocrine Society ha rivelato alcune informazioni molto interessanti che vale la pena prendere in considerazione.Se avete problemi di insonnia cronica o non riuscite a riposare bene durante la notte, il vostro metabolismo rallenta, inoltre il sistema linfatico subisce delle alterazioni.

Il corpo smette di filtrare correttamente le tossine, il fegato non riesce a depurarsi completamente e, a poco a poco, è facile aumentare di peso. Tuttavia, l’abitudine di andare a dormire sempre alla stessa ora e di riposare adeguatamente tra le 6 e le 8 ore è un regalo enorme per la salute in generale. E vi permetterà di dimagrire!

2. Quante ore bisogna dormire?

In generale, la quantità di sonno dipende dal singolo individuo. C’è chi ha bisogno di dormire 9 ore per sentirsi attivo la mattina seguente, altre persone, invece, dormono solo 6 ore. Tuttavia, è importante tenere presente questi dati:

  • Non dovete mai dormire meno di 6 ore.
  • La quantità di sonno ideale per poter svegliarsi riposati comprende almeno 5 ore consecutive e ininterrotte di sonno.
  • Se siete nell’età adulta, vi sconsigliamo di dormire più di 11 ore di fila (a meno che non dobbiate recuperare ore di sonno perse). Se dormite più di 11 ore di seguito, potreste ottenere l’effetto contrario, ovvero alzarvi stanchi.

3. Dormire poco causa una perdita della massa ossea

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Uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Bone and Mineral Research review rivela un aspetto molto importante da tenere in considerazione:

  • Dormire poco e soffrire di apnea notturna sono due abitudini associate all’osteoporosi. Il motivo? L’apnea fa sì che l’organismo riceva meno ossigeno e che presenti infiammazioni e, di conseguenza, il metabolismo viene alterato. Tutto questo incide sulla massa ossea.

4. Dormire poco può provocare demenza

In questo caso, all’insonnia bisogna aggiungere anche l’apnea notturna perché questo rischio si faccia più preoccupante. La mancanza di ossigeno continuata notte dopo notte colpisce direttamente la salute cerebrale, causando piccoli microinfarti che, prima o poi, sfociano nella demenza. È molto pericoloso.

Ricordate che è di grande importanza rivolgersi al medico in caso di apnea notturna.

5. Perché non fare un po’ di attività fisica?

Una cosa semplice come uscire a fare una passeggiata di 15 minuti dopo cena aiuta non solo a conciliare il sonno, ma anche a dormire più ore di seguito. Cosa aspettate a fare un po’ di attività fisica tutti i giorni? Vale davvero la pena!

6. I benefici di un breve sonnellino

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Chi ha detto che il sonnellino pomeridiano è per le persone pigre? Assolutamente no! Dormire dopo mezzogiorno per circa 15 o 20 minuti aiuta a recuperare il sonno perduto durante la notte, oltre a rilassare moltissimo il corpo e a permetterci di arrivare la sera più tranquilli.

7. I benefici dello yoga e della meditazione

Secondo quanto rivelano gli esperti, chi soffre maggiormente di insonnia ha un’età superiore ai 50 anni. Praticare esercizi di rilassamento ogni giorno è un’abitudine positiva per le persone di tutte le età, ma nel caso delle persone che hanno più di 50 anni, i benefici sono ancora maggiori.

Se iniziate, ad esempio, a praticare lo yoga, scoprirete come dormire meglio e migliorare anche altri aspetti della vostra vita.

8. L’insonnia stimola eccessivamente il cervello

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Il cervello ha bisogno che il corpo riposi durante la notte perché è proprio in quel momento che può portare a termine le sue funzioni, come organizzare le informazioni, inviare ordini al sistema linfatico perché depuri l’organismo, conservare i ricordi, sognare, etc.

Ecco, quindi, che se restiamo svegli, il cervello è troppo stimolato, compare il mal di testa, la stanchezza mattutina, manca la concentrazione.

9. L’insonnia fa perdere un po’ la memoria

Come vi abbiamo già anticipato, il cervello ha bisogno di una buona dose di riposo per organizzare le informazioni, per classificare e memorizzare dati e ricordi. Se questo non avviene, cioè se passiamo la notte in bianco, il cervello non può completare tutte le sue funzioni. Poco a poco, possiamo notare di avere qualche difficoltà a ricordare dati e informazioni, dimentichiamo appuntamenti, conversazioni, date. Per questo, dormire è molto importante.

10. Di notte, si verifica un vero e proprio “lavaggio del cervello”

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Siete sorpresi? È solo un’espressione per indicare una funzione davvero curiosa:

  • Durante la notte, le nostre cellule cerebrali si compattano per lasciar fluire meglio il liquido cerebrospinale. La funzione di questo liquido, chiamato anche liquido cefalorachidiano, è quella di portare con sé tutte le sostanze di rifiuto che le cellule hanno prodotto durante il giorno. Come potete immaginare, è una funzione molto importante e, se non riposiamo bene, il liquido non la può svolgere correttamente, di conseguenza le tossine si accumulano.
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Cuscino, guida alla scelta del cuscino

Il cuscino non è un semplice rettangolo di stoffa imbottito di materiale soffice, ma un vero e proprio compagno, che sostiene più o meno generosamente il capo per circa un terzo della vita. cuscino jelly Il guanciale, al pari della rete e del materasso, è infatti un elemento determinante per la qualità del sonno. Le caratteristiche più importanti sono sicuramente la giusta altezza ed una adeguata consistenza, elementi, questi, fondamentali per una sua ottimale confortevolezza. cuscinoNon è tuttavia semplice stabilire quanto un cuscino debba essere alto e morbido, poiché molto dipende dalla posizione assunta durante il sonno e dalle caratteristiche anatomiche di chi lo utilizza. Una cosa, comunque, è certa: se si dorme sul guanciale sbagliato si rischia, un po’ alla volta, di accusare disturbi anche seri alla schiena, al collo e agli arti superiori, che sovente si traducono in un senso di malessere diffuso al risveglio. Quando si dorme, l’intera colonna vertebrale dovrebbe trovarsi in una posizione naturale e rilassata, a cominciare proprio dal tratto cervicale. La larghezza del cuscino, innanzitutto, dovrebbe essere di circa un metro, in modo da adattarsi all’ampiezza delle spalle ed impedire che la testa scivoli da un lato durante la notte. Anche l’altezza è fondamentale. Se immaginiamo di dormire in posizione supina (a pancia in su), ci rendiamo conto di come un cuscino troppo basso o assente costringa il collo ad accentuare la sua curvatura (lordosi), per compensare quella dorsale (cifosi). E’ come se dalla posizione seduta dalla quale si sta leggendo questo articolo si lasciasse cadere leggermente il capo all’indietro, costringendolo ad una posizione innaturale. Il risultato di questo atteggiamento forzato è l’irrigidimento notturno dei muscoli che sostengono la testa, con la conseguente comparsa di dolori al collo e alle spalle dopo il risveglio. Allo stesso modo un cuscino troppo alto, costringerebbe l’intera colonna e la muscolatura che la sostiene ad una posizione innaturale che, mantenuta così a lungo (circa un terzo della nostra giornata), potrebbe causare non pochi problemi al risveglio. Ci accorgiamo dei fastidi provocati da questo atteggiamento errato quando guidiamo a lungo con la testa flessa in avanti: la colonna non è nella posizione corretta e i muscoli del collo si irrigidiscono. Se dormiamo di lato su un cuscino troppo alto o troppo basso la colonna perde nuovamente la sua linearità. E’ come se stessimo a lungo con il collo piegato verso sinistra o verso destra, la sensazione potrebbe anche essere piacevole nell’immediato, ma di certo non nel lungo periodo. L’altezza del cuscino è dunque un parametro molto importante, strettamente legato alla sua consistenza. Se il guanciale è troppo morbido il collo “sprofonda” al suo interno, mentre se è troppo rigido il problema si capovolge. In entrambi i casi il tratto cervicale della colonna è costretto a mantenere una posizione innaturale, che la muscolatura cerca di compensare costituendo così una potenziale fonte di dolori. Anche la scelta del materiale è molto importante. Asmatici e allergici dovrebbero, per esempio, avvicinarsi con cautela ai classici cuscini imbottiti di piume d’oca, piuttosto confortevoli ma non lavabili e facilmente colonizzabili dagli acari. Quelli in gommapiuma sono invece più igienici , quindi utili per chi soffre di riniti allergiche; troppo caldi d’estate, in alcuni casi possono tuttavia causare problemi di varia natura al collo per via della loro maggiore rigidezza. Un buon compromesso tra comfort ed igienicità è rappresentato dai cuscini in lattice, perché lavabili ed antiacaro; anche in questo caso possono tuttavia risultare eccessivamente rigidi per chi soffre di dolori cervicali. In commercio troviamo anche guanciali “new age”, come i cosiddetti “ad acqua”, che si adattano alla forma del capo quando questo cambia posizione, quelli che emanano essenze rilassanti/stimolanti o quelli associati a pietre particolari, come l’ametista, con lo scopo di rendere più vividi e chiari i sogni. I cuscini in microfibra rappresentano probabilmente la soluzione più moderna e confortevole. Grazie alla particolare intrecciatura delle maglie, permettono la ridistribuzione dei pesi in modo che questa si adatti alla naturale curvatura della regione cervicale. Il sistema è simile a quello del materasso in lattice che, se ben studiato, si abbassa nei punti di pressione per seguire le forme di capo e collo. In alcuni casi queste fibre sono dotate del cosiddetto “sistema antiacaro permanente”. Si tratta di materiali sintetici appositamente studiati per respingere gli acari della polvere, regalando sonni più igienici e riposanti a chi soffre di problemi allergici. Ma i cuscini più all’avanguardia sono quelli dotati del cosiddetto sistema “Memory foam”. Grazie a gel appositamente studiati o a particolari schiume di lattice, sono in grado non solo di adattarsi alla forma del capo e del collo di chi lo utilizza sfruttando il calore che questo emana, ma addirittura di memorizzarla per qualche secondo. Quando durante il sonno ci si gira, la “memoria” viene perduta nel giro di qualche secondo ed il cuscino si adatta immediatamente alla nuova posizione. Non sono quindi la testa ed il collo ad adattarsi al cuscino, ma viceversa. Molto in voga anche i guanciali naturali e biologici, fatti con pula o chicchi di cereale (solitamente il grano saraceno che, a dire il vero, non è un cereale anche se viene comunemente fatto rientrare nella categoria). La presenza del materiale biologico contribuisce a rendere il cuscino avvolgente e riposante, molto fresco d’estate. Non esiste dunque un prodotto ideale e universale che vada bene per tutti, la preferenza di un tipo piuttosto che un altro è del tutto personale. In linea generale, in base ai prodotti attualmente disponibili, il cuscino migliore è quello che possiede le seguenti caratteristiche: facilmente lavabile ed anallergico, traspirante, con sistema antiacaro permanente e costituito di un materiale a memoria di forma. silver-plus-510x340 Dunque, a grandi linee, un cuscino “standard” dovrebbe essere largo circa un metro per un altezza che vari dai 10 ai 20 cm. Da non sottovalutare, inoltre, le preferenze e le sensazioni individuali, sia nel breve, ma soprattutto nel lungo periodo. Per evitare che si trasformi in un ricettacolo di germi e sporcizia, è bene arieggiarlo ogni giorno, preferibilmente non esponendolo ai raggi diretti del sole; è inoltre importante lavarlo quando è possibile ed utilizzare fodere in cotone sostituibili. La durata media, a seconda dell’utilizzo e dell’usura, è di 2-5 anni. I cuscini ortopedici ed i cuscini speciali Il cuscino cosiddetto “a rotolo” è uno dei più utilizzati in presenza di artrosi cervicale, una delle più comuni cause di dolore a questa delicata zona corporea. Va posizionato sotto la normale curva lordotica del collo, in modo da mantenere le vertebre cervicali in lieve trazione e, grazie all’eventuale presenza di rialzi laterali, evitare movimenti indesiderati della testa. Lo stesso schema “strutturale” è comune a molti altri tipi di cuscini sagomati, sempre utili in presenza di dolori cervicali e da utilizzare rigorosamente in posizione supina. Alcuni di questi aiutano a sostenere correttamente la testa, impedendo che quest’ultima assuma posizioni errate anche durante il risposo su un fianco. Un normale guanciale da posizionare sotto le ginocchia aiuta a diminuire la lordosi lombare della colonna e può quindi rivelarsi utile per chi soffre di dolori alla bassa schiena. Sempre da posizionare sotto le gambe, esistono poi dei cuscini appositi, i cosiddetti cuscini elevatori, per chi soffre di problemi circolatori, particolarmente diffusi nel sesso femminile. Molto più alti dei guanciali tradizionali, facilitano il ritorno venoso al cuore e sono quindi utili in caso di gambe affaticate e gonfie, vene varicose, ritenzione idrica, crampi ai polpacci e in gravidanza. Una seconda categoria di cuscini, accomunata dalla forma a cuneo, è stata studiata e riprodotta per mantenere le spalle ed il torace sollevati durante il riposo. Questo tipo di guanciale si rileva un’ottima scelta per chi soffre di ipercifosi dorsale (la cosiddetta “gobba”) o di disturbi respiratori, come asma, apnee notturne e roncopatie (il russare); la leggera flessione anteriore del busto facilita infatti l’atto respiratorio. Esistono poi dei cuscini dedicati esclusivamente al pubblico femminile ed in particolare alle neomamme e a chi soffre di sindrome premestruale, dismenorrea o mastopatie. Sagomato sul torace, con due cavità in corrispondenza dei seni, permette di dormire a pancia in giù senza dolorose compressioni. Anche per le donne in gravidanza esistono appositi cuscini, che devono essere fatti passare sotto la pancia e in mezzo alle gambe, in modo da dormire su un fianco evitando pericolose pressioni sul pancione. In ogni caso, la scelta di un cuscino ortopedico o speciale va sempre eseguita in relazione alle caratteristiche individuali, che lo possono rendere controindicato in un caso, utile in un altro o viceversa. Per questo motivo è molto importante il preventivo consulto con uno specialista. www.materassiinmemory.lombardia.it

Cervicalgia o Dolore cervicale

Cervicalgia o Dolore cervicale
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La cervicalgia o dolore cervicale che interessa la parte alta cervicale della colonna vertebrale è un sintomo molto frequente .
Con il termine generico dolore cervicale si intende il dolore al collo che, spesso, si irradia alle spalle e talvolta alle braccia, rendendo difficoltosi i movimenti delle braccia .
Quando il dolore cervicale è causato da una infiammazione o l’alterazione ossea ( artrosi , ernia discale cervicale , artrite , ecc .) della zona della colonna cervicale può anche influenzare i nervi con comparsa di una sintomatologia caratteristica.
Per questo il dolore cervicale può essere diviso in:

· cervicalgia vera

· sindrome cervico-brachiale

· sindrome cervico-cefalica

Come si manifesta il dolore cervicale o cervicalgia ?

I sintomi possono essere diversi a in relazione alla tipologia di cervicalgia .

Nella cervicalgia vera il dolore interessa prevalentemente il collo e la parte alta della schiena, tra le scapole, e può irradiarsi al braccio e, qualche volta, alla mano nella sindrome cervico-brachiale algica .

In caso di sindrome cervico-cefalica può comaprire cefalea associata a vertigini, disturbi della vista e dell’udito.
Nel dolore cervicale o cervicalgia la presenza di formicoli e iposensibilità agli arti e alle mani possono suggerire la presenza di una anomala pressione sui nervi cervicali spesso secondaria ad artrosi cervicale con ernia discale .

Quali sono le cause frequenti del dolore cervicale o cervicalgia

Le principali cause di dolore cervicale sono spesso secondarie ad un non corretto stile di vita che provoca :

· stress

· tensione

· scarso o assente esercizio fisico
· posture errate, sia durante il giorno, sia durante il riposo.

Traumi occasionali come il colpo di frusta e microtraumi continuativi a livello cervicale sono spesso anche essi causa di cervicalgia.

Esistono poi fattori predisponenti, come alterazioni delle curvature fisiologiche della colonna (per esempio, la cifosi dorsale o l’iperlordosi lombare).

Infine, processi degenerativi delle ossa, come nel caso dell’osteoartrite o dell’artrite reumatoide, portano a dolore cervicale.

Terapia del dolore cervicale o cervicalgia

Date tutte le possibili cause, una diagnosi corretta è fondamentale per poter impostare il trattamento adeguato.

Durante la fase acuta del dolore cervicale la terapia ha lo scopo di:

· ridurre l’intensità del dolore nel tempo più breve possibile

· restituire la capacità di movimento

Il protocollo farmacologico tradizionale prevede la somministrazione di farmaci analgesici e antinfiammatori non steroidei o, nei casi più gravi, l’infiltrazione di anestetici locali o cortisonici .
I farmaci con effetti rilassanti muscolari vengono utilizzare per calmare il dolore favorendo riduzione della tensione muscolare spesso associata alla cervicalgia.
Quando il dolore cervicale è dovuto a un trauma come il colpo di frusta, può essere prescritto l’uso del collare.

Si ricorre alla chirurgia qualora si evidenzi una compressione del midollo spinale o dei nervi a causa, per esempio, di ernie del disco.

In una seconda fase possono essere eseguite:

· fisioterapia

· manipolazioni

· elettroanalgesia

· massoterapia

· termoterapia

· elettromagnetoterapia a bassa frequenza ( consigliata)

Si deve prestare attenzione: le manipolazioni non devono mai essere effettuate in fase acuta e da personale medico o fisioterapisti non esperti .

Nle dolore cervicale o cervicalgia la diagnosi differenziale tra cause meccaniche e stati infiammatori è importante . Infatti negli stati infiammatori il movimento del collo in qualsiasi direzione darà dolore.
Il trattamento manuale è assolutamente controindicato in presenza di artrite reumatoide .
Nel dolore cervicale è importante correggere la postura particolarmente nei soggetti che tendono ad assumere posizioni fisse per molto tempo, come chi lavora molto al computer, con affaticamento generale dei muscoli del collo, braccia e spalle.

E’ necessario consultare il medico nel dolore cervicale

In caso di persistenza di qualche giorno di dolore acuto cervicale e se le terapie non sortiscono l’effetto desiderato.

Azione della Magnetoterapia a campo stabile nella cervicalgia o dolore cervicale

Come in tutte le altre patologie artrosiche la magnetoterapia favorisce un effetto stimolante dell‘irrorazione vascolare .Invece l’azione sul sistema muscolare si esplica con un effetto favorente la ripolarizzazione delle CELLULE MUSCOLARI direttamente impegnate nella contrazione. Tutto questo comporta una significativa azione antidolorifica ed antinfiammatoria .

1) acqua magnetizzata con Piastra bio-magnetica ECO 1 a polarità negativa : favorisce un effetto antinfiammatorio generale .

2) applicazione diretta sulle articolazioni dei bio-magneti Eco 4 a polarità negativa : favorisce effetto antinfiammatorio locale .

3) nel caso di disturbi del sonno causati dal dolore si consiglia di riposare su Stuoia magnetica ECO 5 a polarità negativa : favorisce effetto rilassante ed antinfiammatorio generale

Detraibilità fiscale 19% per Dispositivi Medici Classe 1 Antidecubito

Detraibilità fiscale 19% per Dispositivi Medici Classe 1 Antidecubito
Per tutti i materassi che sono iscritti dal nomenclatore come dispositivi medici classe 1 antidecubito è possibile
fruire della detrazione del 19%, ma a determinate condizioni.
L’ Agenzia delle Entrate , con la risoluzione n° 11 del 26 gennaio 2007, ha infatti chiarito che le spese sostenute
per l’ acquisto di un materasso sanitario possono essere detratte a condizione che il materasso presenti
caratteristiche tali da essere incluso nell’ elenco di cui al D.M. numero 332 del 27 agosto 1999, e sia pertanto
«antidecubito».

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Per poter fruire della detrazione, il contribuente deve essere in possesso di prescrizione medica (consigliata
n.d.r.); in alternativa, il contribuente, a richiesta degli Uffici dell’ Agenzia delle Entrate, può produrre un’
autocertificazione che attesti la necessità per la quale è stato acquistato il materasso.
Più specificatamente:
la qualifica di Dispositivi Medici di Classe 1 e la loro marcatura, permette a questi modelli di beneficiare della
detrazione di imposta per spese sanitarie (art. 15 comma 1, lettera C del TUIR). Pertanto la spesa sostenuta
per l’ acquisto di tali prodotti, potrà essere detratta come spesa sanitaria per un ammontare pari al 19% (per la
parte che supera la franchigia di euro 129,11 da applicarsi sull’ ammontare complessivo di tutte le spese
sanitarie sostenute) nella dichiarazione dei redditi che riguarda il periodo di imposta al quale si riferisce l’
acquisto.
Per usufruire di tale opportunità, è necessario fornire la seguente documentazione:
-prescrizione su carta intestata del medico curante (e/o specialista) attestante la necessità
dell’ utilizzo dei prodotti sopra indicati;
-fattura intestata al contribuente cui si riferisce la spesa.
Questa documentazione deve essere conservata con la dichiarazione dei redditi per almeno 5 anni. Va
sottolineato che il presupposto per la detrazione delle spese sostenute, deve essere riconducibile ad una
patologia comprovata dalla prescrizione medica e attestante la necessità per la quale la spesa si è resa
necessaria.
Quando un Materasso è un dispositivo medico CE in Classe 1?
Un Materasso è un dispositivo medico CE in Classe 1 quando le materie prime utilizzate sono state sottoposte a
test da laboratori esterni certificatori, e quando il sistema di costruzione è stato protocollato sino ad ottenere la
marcatura CE, e la classificazione di materasso ortopedico antidecubito; considerato pertanto a tutti gli effetti
dispositivo medico ai sensi degli art. 1 e 2 del D.LGS del 24 febbraio 1997 n° 46 e succ. modd. e integrazioni e
recepisce la direttiva 93/42/CE «DISPOSITIVI MEDIC I» e succ. modd. e integrazioni.

Il nostro materasso MG MEDICAL  gode della certificazione DISPOSITIVO MEDICO MARCHIO CE CLASSE 1

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